Antonio Pucci
Nato a Firenze intorno al 1310, fu assunto dal Comune intorno al 1334 come campanaio e poi come banditore. Fu amico e corrispondente in versi del Sacchetti e, pur essendo autodidatta fu il più fecondo verseggiatore popolare del Trecento fiorentino, commentatore in versi dei principali avvenimenti coevi e di quadri di vita popolare. Morì a Firenze nel 1388. Le sue opere principali sono il Centiloquio, sommario in terza rima della Cronica di Giovanni Villani, nel quale si trova un canto (il 55°) “Della vita di Dante”, e il Libro di varie storie, fitto di citazioni della Commedia, oltre ad alcuni cantari in ottave per la recitazione in piazza (La guerra pisana, Apollonio di Tiro, Brito di Bretagna, La Reina d’Oriente, Gismirante, Madonna Lionessa).