Antonio Pucci
Contrasto delle donne
- Collana: Editrice Antenore, Parole nel tempo, 3
- A cura di: Raffaele Cesaro
- Pagine: 332
- In libreria dal 22/10/2026
- ISBN: 978-88-8455-762-9
Destinato alla recitazione pubblica nella Firenze tardo trecentesca, il Contrasto delle donne di Antonio Pucci mette in scena la contesa tra due voci maschili intorno ai vizi e alle virtù femminili. Da Eva a Didone, da Giuditta a Medea, le donne illustri della Bibbia e del mondo antico diventano materia di una disputa brillante, ironica e paradossale, nella quale si riflette tuttavia un conflitto profondamente radicato nella realtà del tempo. Dietro il biasimo e l’elogio delle donne affiora infatti il confronto fra due opposti modelli culturali: quello del chierico intellettuale, che giudica la donna e il matrimonio come limiti all’elevazione spirituale, e quello del cittadino laico, che gli oppone i valori della cortesia e il pratico buon senso della società mercantile. Fondata sull’esame dell’intera tradizione manoscritta e a stampa, la presente edizione critica ricostruisce la storia del testo e ne propone una nuova lettura. L’introduzione mette in luce le modalità con cui Pucci riadatta il genere del contrasto e, attraverso l’analisi stilistica, definisce la peculiare medietà della sua scrittura, sospesa fra tradizione letteraria e semicolta. La nota al testo ricostruisce i rapporti tra i testimoni e documenta le scelte editoriali, mentre il commento accompagna il lettore nella trama di fonti, riferimenti storico-mitologici e riscritture che alimenta la contesa. L’edizione restituisce così la forza espressiva della lingua di Pucci e la capacità delle sue ottave di farsi strumento di trasmissione del sapere, intrattenimento e riflessione sociale.
Nato a Firenze intorno al 1310, fu assunto dal Comune intorno al 1334 come campanaio e poi come banditore. Fu amico e corrispondente in versi del Sacchetti e, pur essendo autodidatta fu il più fecondo verseggiatore popolare del Trecento fiorentino, commentatore in versi dei principali avvenimenti coevi e di quadri di vita popolare. Morì a Firenze nel 1388. Le sue opere principali sono il Centiloquio, sommario in terza rima della Cronica di Giovanni Villani, nel quale si trova un canto (il 55°) “Della vita di Dante”, e il Libro di varie storie, fitto di citazioni della Commedia, oltre ad alcuni cantari in ottave per la recitazione in piazza (La guerra pisana, Apollonio di Tiro, Brito di Bretagna, La Reina d’Oriente, Gismirante, Madonna Lionessa).
