Massimiliano Corrado

Dante e la questione della lingua di Adamo

(‘De vulgari eloquentia’, I 4-7; ‘Paradiso’, XXVI 124-38)

12,00

1a ristampa, novembre 2025

Una delle espressioni più rilevanti della speculazione linguistica medievale applicata all’auctoritas biblica è costituita dalla riflessione di Dante sulla questione della lingua di Adamo; tema che egli affronta nei capitoli IV-VII del primo libro del De vulgari eloquentia per poi riprenderlo, con esplicita palinodìa, nel canto XXVI del Paradiso (vv. 124-38). In questo volume Massimiliano Corrado indaga le tappe principali di questo percorso, che può essere assunto come sintomo indicativo della continua revisione critica di Dante sui contenuti e le forme della propria attività di scrittore e di letterato. La lingua adamitica, creata da Dio, viene identificata con l’ebraico, sacratum ydioma conservatosi a lungo inalterato (anche dopo il “dramma linguistico” di Babele) presso il popolo eletto, per poter essere la lingua gratiae adoperata da Cristo, il «nuovo Adamo». Questa visione teologico-provvidenziale è però del tutto modificata da Dante nel canto XXVI del Paradiso, che descrive l’incontro del poeta-viator proprio il «padre antico», al quale è significativamente affidata la retractatio; le due tesi affermate in precedenza (origine divina e incorruttibilità) subiscono infatti una sostanziale rettifica, poiché Dante estende anche all’idioma originario (creato autonomamente da Adamo) il principio della costitutiva mutevolezza dei linguaggi, dando così una legittimazione storico-linguistica all’utilizzo del volgare anche nella Commedia.

Massimiliano Corrado

Massimiliano Corrado è Professore di Filologia della letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli «Federico II». Condirettore della «Rivista di Studi Danteschi» dal 2016, si è occupato di vari momenti e aspetti della filologia e della critica dantesca. Ha curato un volume che riproduce tre inedite lecturae Dantis (Inf., XXI; Purg., V; Par., XII) di Vittorio Rossi (2007), cui ha fatto séguito nello stesso anno la pubblicazione, nell’àmbito della «Edizione Nazionale dei Commenti danteschi», del commento al poema redatto dallo studioso, con la continuazione di Salvatore Frascíno. Ha inoltre allestito il testo critico dell’Ottimo Commento al Purgatorio, confluito nell’edizione complessiva dell’opera apparsa nella medesima sede editoriale (2018), nonché coordinato il vol. II del Censimento dei Commenti danteschi. I commenti di tradizione a stampa (dal 1477 al 2000) e altri di tradizione manoscritta posteriori al 1480 (2014).