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- Collana: Editrice Antenore, Percorsi dell'interpretazione, 7
- Pagine: 140
- Volumi: 1
- In libreria dal 28/07/2025
- ISBN: 978-88-8455-747-6
Alla fine del Cinquecento si assiste alla massiccia intrusione delle opere di Cornelio Tacito nella trattatistica di ambito politico e morale. Le opere dello storico latino consentono, infatti, di pensare le pratiche di governo dell’età degli assolutismi su base analogica, a partire dalla tragica e disincantata descrizione dell’impero romano rintracciabile negli Annales e nelle Historiae. A questo fenomeno – che prende convenzionalmente il nome di tacitismo – arrise dunque, nel corso del Seicento, una fortuna europea davvero considerevole, con il proliferare di trattati, dialoghi, opere teatrali e narrative ispirate ai grandi personaggi che agiscono negli annali tacitiani. Muovendo da queste premesse, il presente studio si propone di rovesciare la prospettiva invalsa negli studi sul tacitismo, che di solito ne considerano soprattutto la natura di matrice unitaria del pensiero politico di Antico Regime, ricordando la genesi profondamente
situata di questa tradizione. Studiare il tacitismo fiorentino significa ricollocare un fenomeno di portata europea al contesto storico e geografico che ne garantì l’emersione: non dissociabile dalla transizione «dalla Repubblica al Principato» che portò alla nascita del Granducato di Toscana. Gli autori qui considerati – Lionardo Salviati, Scipione Ammirato, Filippo Cavriani e Virgilio Malvezzi – si misurarono infatti con la sfida di ripensare le coordinate di legittimazione dello stato fiorentino nel loro radicamento storico: abbandonando, dunque, la storia repubblicana di Roma (modello indiscusso della repubblica fiorentina da Coluccio Salutati a Machiavelli), così da rintracciare nuovi strumenti concettuali e retorici nello storico degli arcana imperii.
Si è addottorato in Filologia presso l’Università « Federico II » di Napoli e in Études Italiennes presso l’Université Paris 8. Accanto ai suoi lavori su Machiavelli, si è occupato di storiografia umanistica, scrivendo contributi in rivista e in volume su Petrarca e Boccaccio, sui “cancellieri umanisti” di Firenze, su Bernardo Rucellai e su Francesco Guicciardini. Attualmente è assegnista di ricerca presso la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, con un progetto di ricerca inerente alla ricezione della storia antica nella riflessione politica di Antico Regime.
